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Mrafi

Ph Nanni Angeli

The process through which we prefer to construct our musical explorations is that of improvisation.
Existing compositions are used in the improvisional flow in order to suggest various alternative routes and interpretations of them, but at the same time improvisation determines fundamental changes – also of a structural nature – to compositions, which become broken down to form constructive elements, like the bricks to be used for the total building, whose overall architectural shape is never determined a priori.

Che il quartetto guidato dal sassofonista Edoardo Marraffa, con Pasquale Mirra al vibrafono, Antonio Borghini al contrabbasso, Cristiano Calcagnile alla batteria, abbia come modello l'Archie Shepp di On This Night (e dei due brani dell'album New Thing at Newport, realizzato a metà con John Coltrane) non è un mistero né un limite. Se poi di modello si tratta... Marraffa analizza e reinventa quell'età dell'oro del free, aggiunge solo qualche sprazzo dell'improvvisazione totale europea. Ha l'asprezza accorata e morbida dello Shepp migliore, non trascura, avendole introiettate e rivissute, le esperienze dei Brötzmann e dei Butcher. Ma solo un pochino di questi ultimi. Lui e i suoi compagni conoscono la sapienza della passione. Non ci sono punti deboli nei dodici brani:
Mrafi è ensemble di prim'ordine che si connette a una grande stagione del jazz per mettere in rete i sentimenti trasformativi dell'oggi.

Edoardo Marraffa saxophones, compositions
Pasquale Mirra vibes
Antonio Borghini double bass
Cristiano Calcagnile drums

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